akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

16 dicembre 2008

931. Lettere dalla zona interdetta [XVIII] Nessun senso, nessuna assoluzione



Non mi stupisce la tua ossessione che la paura della morte sia connessa, e in qualche modo alimentata, dal nostro senso di colpa. Quello che mi meraviglia è piuttosto la tua idea che sia per una colpa qualsiasi che la morte ci punisce, fosse solo con la sua paura. Scusami se rido, ma so bene quali siano i miei "crimini": quello che in molti hanno solo sognato, io l'ho espresso e, quando possibile, anche messo in pratica. Sono figlia di un sogno, sappilo, non di un incubo. E non penso a nessuna colpa (né tantomeno al suo senso).
Quindi, almeno per questa volta, vorrei che mi fosse risparmiata un'assoluzione che non ho chiesto e alla quale, soprattutto, non ambisco.

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3 Comments:

  • At 16/12/08 10:04 PM, Anonymous Sils said…

    "quello che in molti hanno solo sognato, io l'ho espresso e, quando possibile, anche messo in pratica..."
    uf.
    ammirevole. un po' urtante, un po' borioso. enfatico, à la Byron. "troppo" poetico. di animosità nicciana.
    a latere: ma perché in generale - a fronte degli stessi "crimini" - le donne hanno menso senso di colpa degli uomini? gravitazioni interiori diverse? facilità all'alibi? auto-narrazioni differenti? morali differenti?
    ad ogni modo, 'notte.

     
  • At 17/12/08 12:44 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Forse perché siamo (ir)razionalmente esenti da una certa idea dell'onore.
    Questa potrebbe essere la nostra croce, ma - in fondo - anche la nostra delizia.

    Stammi bene.

    C.

     
  • At 18/12/08 3:10 PM, Anonymous Sils said…

    Oh, ma Clelia, ammetterai che oggigiorno si risolve quasi sempre in una delizia, con piccole croci sfumate in lontananza, quasi perdute nell'orizzonte interiore... Discorso generale, certo.
    E poi, occorre tener presente che all'onore erano collegati molti comportamenti "onorevoli" appunto - (in senso poco parlamentare, e molto morale) - che oggi si sono indeboliti... Riassumendo e domandando: tu da dove credi che derivi quel comfort morale (che non è esente da grandiose discussioni sulla morale) che oggi pervade l'animo di una società a mio parere molto femminilizzata?
    Scappo, che sono in pausa pranzo...

     

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